Perché le donne sposate tradiscono: quello che si vede da dentro un sito di incontri

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Su questa domanda gli psicologi hanno scritto molto, e hanno ragione quasi sempre. Io la guardo da un punto di osservazione diverso: lavoro nei siti di incontri per persone sposate, e vedo cosa scrivono le donne quando si iscrivono, in quali orari entrano, cosa cercano davvero nei profili e quando spariscono.

Quello che segue non è una teoria sul tradimento femminile. È quello che si vede da dentro, e in buona parte non coincide con l’idea che se ne fa chi sta fuori.

La prima cosa che si nota: non cercano sesso, cercano attenzione

È il contrario di quello che pensa la maggior parte degli uomini iscritti, e il motivo per cui l’80% dei loro messaggi resta senza risposta.

Nei profili femminili di queste piattaforme le parole che tornano non sono quelle che ti aspetti. Tornano “complicità”, “qualcuno con cui parlare”, “sentirmi vista”. Il sesso c’è, non è un dettaglio, ma quasi mai è la prima cosa scritta. Chi apre con un messaggio esplicito sta rispondendo a una domanda che non è stata fatta.

La differenza rispetto a un sito di incontri normale è netta: lì il desiderio viene dichiarato, qui viene dopo. Il passaggio che manca in mezzo è quello che quasi nessuno ha voglia di fare.

Gli orari raccontano più delle parole

Le donne sposate entrano in orario di lavoro. Mattina tardi, pausa pranzo, primo pomeriggio. La sera pochissimo, il fine settimana quasi mai.

Non è un dettaglio tecnico: dice esattamente com’è fatta la loro vita. Hanno una finestra di tempo in cui esistono per sé, e quella finestra è dentro la giornata lavorativa. Chi scrive alle undici di sera, sperando che sia il momento buono, sta scrivendo nell’unico momento in cui lei non può rispondere.

Dice anche un’altra cosa, meno ovvia: la maggior parte non sta cercando di scappare da casa. Sta cercando qualcosa che stia dentro una giornata normale, senza spostare niente.

L’età: quaranta e dintorni, e non è un caso

La fascia più rappresentata sta tra i 35 e i 50 anni. Non sono le neosposate né le donne a fine matrimonio: sono quelle in mezzo, con figli non più piccolissimi, un lavoro, una vita che funziona.

Questo smonta l’idea che il tradimento femminile sia un sintomo di crisi. Quasi tutte quelle che si iscrivono non stanno lasciando nessuno, e non hanno intenzione di farlo. La cosa che cercano deve convivere con quello che hanno, non sostituirlo.

È anche il motivo per cui la discrezione, in questi siti, non è un accessorio: è il servizio. Tutto il resto viene dopo.

Perché lo fanno: le ragioni che si leggono davvero

Nei profili e nelle prime conversazioni, le motivazioni che tornano sono poche e sempre le stesse.

Essere diventate invisibili. Non “mio marito non mi ama”, che quasi nessuna scrive. Piuttosto: da anni nessuno la guarda, nessuno le chiede come sta, nessuno nota se si è tagliata i capelli. È la ragione più frequente in assoluto, e ha poco a che vedere con il sesso.

La routine che ha mangiato tutto. Un matrimonio che funziona come organizzazione e non come relazione. Nessun litigio, nessun dramma, e proprio per questo nessuna via d’uscita: non c’è niente di cui lamentarsi.

Una parte di sé messa via. Ricorre l’idea di una persona che erano prima, e che è sparita sotto i ruoli. Qui la piattaforma funziona da spazio separato, dove esiste solo quella parte.

Curiosità, senza drammi. Una quota lo fa perché vuole, non perché manca qualcosa. È la fetta che gli articoli sul tradimento non racconta quasi mai, perché non fa storia.

La rivalsa. Esiste, ma è meno comune di quanto si creda, e si riconosce subito: sono le iscrizioni che durano poche settimane e poi spariscono.

Il pareggio. È una delle cose che sentirai dire più spesso, quando la conversazione è andata avanti un po’: molte raccontano che anche lui ha qualcun altro. Lo sanno, o lo sospettano da tempo, e in casa nessuno ne parla. Quasi mai lo dicono con rabbia: lo dicono come si dice una cosa data per assodata. Cambia il modo in cui vivono quello che stanno facendo, perché non lo sentono come un tradimento.

Quante ne sono davvero, e perché sembrano di più

Qui bisogna essere onesti, perché è il punto dove si racconta più fuffa. Su tutte le piattaforme di questo tipo gli uomini iscritti sono molti di più delle donne, ovunque, senza eccezioni. È il motivo per cui quasi tutte fanno entrare le donne gratis: senza di loro il sito non ha valore.

Le differenze tra le piattaforme su questo punto sono reali: su alcune le donne non pagano, su altre l’abbonamento vale per tutti, e il bacino cambia molto da una all’altra. Ne ho scritto nella guida ai siti per incontri extraconiugali, con prezzi e dati aggiornati.

Questo squilibrio spiega due cose che gli iscritti maschi vivono come un mistero. La prima: una donna attiva riceve decine di messaggi al giorno, e ne legge una parte. La seconda: il tempo di risposta non dipende da quanto sei interessante, ma da quanti ne ha davanti.

Chi lo capisce cambia il modo di scrivere e ottiene risposte. Chi non lo capisce scrive sempre lo stesso messaggio a cinquanta persone e conclude che i profili sono finti.

Cosa funziona, se sei dall’altra parte

Non è un elenco di tecniche, sono tre cose che si vedono succedere.

Il primo messaggio che parla del suo profilo, non del tuo desiderio. Bastano due righe che dimostrino che hai letto quello che ha scritto: è già più di quanto faccia il 90% degli altri.

Nessuna pressione sui tempi. Se risponde dopo tre giorni, non è disinteresse: è la sua finestra. Chi scrive “ci sei?” dopo due ore ha già chiuso la conversazione.

Un’ultima cosa, che vale come specchio: gli errori che si ripetono dall’altra parte sono sempre gli stessi tre, e il primo è il messaggio identico mandato a tutte. Ne ho scritto in perché gli uomini tradiscono, guardando la stessa scena dal lato opposto.

Discrezione dimostrata, non promessa. Non chiedere foto riconoscibili nei primi giorni, non proporre scambi di contatti esterni subito, non insistere sugli orari. Chi si comporta così viene ricontattato; chi fa il contrario viene bloccato.

E poi, quando il contatto c’è, essere concreti. È l’errore che vedo fare più spesso, e arriva proprio dopo i primi messaggi andati a segno: si va avanti settimane di chiacchiere piacevoli e poi lei smette di rispondere. Non ha cambiato idea: quella conversazione ha smesso di avere un posto nella sua giornata. Quando senti che c’è, proponi qualcosa di preciso, un giorno e un posto discreto. Se non va bene te lo dirà, e avrete comunque fatto un passo. Chi tergiversa per settimane non sta costruendo fiducia, sta consumando l’unica cosa che lei ha poca: il tempo.

Una cosa che non trovi scritta altrove

La maggior parte delle iscrizioni femminili dura poco. Non perché trovano subito qualcuno: perché la maggior parte si iscrive per vedere com’è, resta due o tre settimane e smette. Quelle che restano sono poche, e sono quelle che l’hanno deciso davvero.

Detto in modo pratico: su queste piattaforme il tempo conta. Chi entra una volta al mese scrive quasi sempre a profili che non ci sono più.

Samarcanda, autore di La Notte di Venere, al lavoro sul sito

Samarcanda

Autore

Scrivo di siti di incontri sotto pseudonimo, perché in questo settore non ci si mette la faccia. Li uso da vent'anni e ci lavoro dentro: conosco queste piattaforme sia da chi le frequenta sia da chi le costruisce.

Chi sono, come valuto i siti e cosa ci guadagno

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