La Singletudine spiegata!

singletudine

Attitudine da single o, per meglio dire, singletudine: è questa la condizione che riguarda tutti gli uomini e le donne che, ad un certo punto della loro vita, rinunciano ad avere un partner fisso.

Non è una malattia, anche se come tale viene vista da certe persone: si tratta piuttosto di una scelta di vita, anche se la questione non è poi così semplice da spiegare.

Immaginati che esistono addirittura degli studi scientifici sulla singletudine: secondo i suddetti, l’attitudine da single potrebbe essere racchiusa in alcuni geni del nostro DNA.

In pratica, ogni persona nascerebbe già con una propensione alla vita da single. Inoltre, non è nemmeno detto che la singletudine sia “consapevole”: alle volte capita che possa emergere come reazione ad una delusione amorosa, oppure alla difficoltà di trovare un compagno. Ecco perché oggi proveremo a spiegarti la singletudine, in ogni sua sfaccettatura!

Cos’è la singletudine?

Non ci crederai mai, ma il termine “singletudine” è oramai entrato a far parte del vocabolario standard italiano. Qual è la sua definizione? Secondo il Garzanti, la singletudine è “quello stato per il quale un uomo o una donna sono rimasti single”. Piuttosto generico, non trovi? In effetti, la singletudine possiede mille definizioni possibili, alcune delle quali richiedono un ovvio approfondimento.

Nella prassi comune, l’attitudine da single è un vero e proprio stato di coscienza: esso si manifesta quando un individuo si rende conto che – ebbene sì – la vita da single è una possibilità da tenere in considerazione.

In genere questa condizione emerge ad un’età ben precisa: negli uomini la singletudine fa capolino intorno ai 35-40 anni, mentre nelle donne arriva un po’ più tardi. E spesso lo fa in concomitanza con la menopausa. Naturalmente esistono diversi stadi della singletudine, più o meno “gravi”, e più o meno coscienti!

Quali sono le tipologie di singletudine?

La prima tipologia di singletudine è anche la più semplice: è una scelta di vita, cosciente e maturata dopo una profonda riflessione. In questo caso non c’è età che tenga: a 20 anni o a 40 anni, poco importa se un uomo decide di rimanere single per tutta la propria esistenza.

È una sua decisione, sempre maturata analizzando tutti i vantaggi della vita da single: la libertà di andare con chiunque senza rendere conto a nessuno, la possibilità di viaggiare senza catene e via discorrendo.

La seconda tipologia di singletudine è meno piacevole, e più complessa: colpisce le persone che, per un motivo o per un altro, sono state quasi costrette a restare single. Magari per problemi di approccio con le donne, o in seguito a delusioni amorose.

In queste circostanze, è comunque possibile godersi ugualmente la vita: a tal scopo ti consigliamo di leggere questa nostra guida su come essere single e contenti . Va specificato anche che queste persone vivono spesso la singletudine come una vera e propria patologia: una patologia che in certi casi può convincerli che comunque si tratta della strada giusta, ma che in altri può diventare un peso enorme.

Quali sono i sintomi ?

Dato che l’abbiamo anche paragonata ad una malattia, con tutte le differenze del caso, è possibile trovare dei veri e propri sintomi. Se presenti, allora è ufficiale: sei stato colpito dall’attitudine da single!

Quali sono questi segnali? In primo luogo la sensazione di innaturalezza che vivi quando ti trovi in coppia: sei a disagio, e ti senti come se qualcuno ti avesse incatenato.

In pratica, l’unica cosa che vorresti fare è fuggire a gambe levate da quella situazione. Quando succede, sono due le cose: o sei ancora troppo immaturo per una relazione stabile, e non sei pronto per il peso di quell’impegno, oppure sei semplicemente un “singletudinario”.

Un altro sintomo chiaro dell’attitudine da single è la selettività: se hai delle richieste eccessive in termini di donne, è molto probabile che resterai aggrappato alla vita da single. In realtà questa è più una causa che un sintomo: spesso non è nemmeno volontaria, dato che un uomo o una donna potrebbero desiderare una relazione di coppia.

Essendo però le pretese troppo elevate, finiscono inevitabilmente per ritrovarsi da soli. Il terzo sintomo riguarda il desiderio di conoscere tante persone diverse: non è un caso che il singletudinario sia spesso catturato dal trend dei siti di incontri online, perché è proprio questo il paradiso dei single a vita.

La singletudine spiegata dalla scienza

L’attitudine da single potrebbe certamente essere favorita dalle tue scelte, dai tuoi difetti, dalle pretese enormi in fatto di uomini e donne, oppure dalla tua eccessiva timidezza in fase di approccio.

Di contro, alcuni ricercatori sostengono che la tendenza alla singletudine potrebbe essere legata al tuo comparto genetico: un po’ come accade con l’altezza!

La “colpa” di tutto ciò sarebbe da assegnare ad un gene specifico che si troverebbe nella sequenza genetica dei single: il 5-HTA1 (qui lo studio scientifico). Secondo le rilevazioni statistiche, le persone che posseggono questo gene hanno il 20% di possibilità in più di rimanere single. C’è una motivazione scientifica fondata, che spiega il funzionamento del “gene della singletudine”?

Sempre secondo questo studio, portato avanti dall’Università di Pechino, il motivo sarebbe chiaro: in pratica, il gene 5-HTA1 interferirebbe con la produzione di serotonina nel cervello.

Questa ammina sarebbe responsabile della simpatia e della felicità di un individuo: dunque, avendone di meno, il single sarebbe tale in quanto più scontroso e meno divertente rispetto alle altre persone.

È una teoria fantasiosa, che non appare nemmeno tanto improbabile: ciò spiegherebbe perché le persone con meno serotonina vivano enormi difficoltà nei rapporti di coppia.

Anche per via della loro difficoltà ad avvicinare altre persone o a farsi apprezzare da loro. Di contro, essendo una teoria non comprovata, va comunque presa con le pinze!

È possibile guarirne?

Nella vita tutto è possibile, anche se c’è un gene di mezzo che ci spinge naturalmente verso una certa strada. In realtà, ogni individuo è padrone della propria vita: in sintesi, qualsiasi comportamento poco propenso al contatto umano può essere limato, fino a sparire quasi del tutto.

Ammesso che sia questo il desiderio del singletudinario, e che la singletudine venga vista come un problema e non come una opportunità. Come ti abbiamo già spiegato, molti single sono tali in quanto hanno deciso di diventarlo, e vivono questa condizione con grande entusiasmo e felicità.

Se questo non è il tuo caso, puoi uscire dal tunnel della singletudine lavorando su te stesso e migliorandoti!

Attitudine da single: può diventare un problema?

Hai presente quel detto che recita “al cuor non si comanda”? Ebbene, vale anche per i single più incalliti: o meglio, per le donne che essi frequentano.

Ciò vuol dire che persino il singletudinario più convinto e felice potrebbe poi vivere questa condizione come una fonte di difficoltà. Soprattutto perché non è affatto detto che il pensiero della singletudine sia condiviso anche dal partner.

Quando una persona che frequentiamo non accetta questa condizione, automaticamente ci respinge oppure ci costringe a fare una scelta nel medio periodo: o lei, o la nostra singletudine.

Se ti capiterà, starà a te prendere una decisione: è arrivato il momento di “appendere le scarpette al chiodo”, oppure l’attitudine da single può ancora riservarti sorprese? Nel secondo caso, almeno avrai sempre una certezza nella vita: sui siti di incontri online (guarda nella nostra home page per sceglierne uno adatto ai tuoi desideri) , troverai migliaia di partner che la pensano come te!

 

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